Mario è al centro di una delle vicende più conosciute della storia italiana, uno dei primi omicidi delle brigate rosse. Si può parlare della propria vita e del dolore che l’ha sconvolta in tante maniere, le più diverse. Mario Calabresi affronta la sua vicenda comune a quella di altre vittime del terrorismo, nella maniera più lucida possibile. Non è arrabbiato con il destino, incattivito con gli altri, rancoroso nei confronti dei “nemici”, sofferente e astioso..
E’ un uomo che ha fatto pace con la propria storia, con il suo sentirsi diverso, diventando saggio ed estremamente sensibile al tempo stesso.
Il libro è a tratti malinconico e duro, a tratti lucido, affettuoso, commovente, creando uno spaccato attento e dolce del angoscia e del dolore che calano su una famiglia come tante altre.
Finito l’8 di marzo, ora sto leggendo Come diventare buoni di Nick Hornby

Aprile 10, 2008 alle 5:46 pm
Perchè parli di “uno dei primi omicidi della Brigate Rosse”? “Ufficialmente” l’area di provenienza è Lotta Continua. Qualcun’altro ha intravisto anche possibili “interventi” dall’estrema destra di Stato pro strategia della tensione (traffici d’armi).
Saluti.
Aprile 10, 2008 alle 8:53 pm
Hai ragione è sbagliato, avrei dovuto”uno deglii omicidi più famosi degli anni di piombo” grazie della segnalazione