Molti si stanno chiedendo dove diavolo sono finito.. (non molti, forse qualcuno o almeno lo spero) dato che sono ormai 20 giorni che non aggiorno più il blog. Beh lo stavo spostando da un’altra parte e rifacendo completamente da nuovo.
dominio personale (vedete il nome, più facile da ricordare!)
molto più potente e personalizzabile, sia graficamente che a livello di “cose che fa”
Ho trasferito tutti i vecchi articoli ed i contenuti nel nuovo blog, sono graditissimo eventuali commenti a questa mia nuova creazione. Suggerimenti, critiche, qualsiasi cosa ma scrivete.. scrivete scrivete.. non commentando questo articolo, ma direttamente sul nuovo blog!
Questo blog da oggi in avanti non sarà più aggiornato! Vi prego di aggiornare i vostri Preferiti o Segnalibri con il nuovo indirizzo!
E’ arrivato, il tanto atteso, richiesto, aspettato invocato a gran voce video della vacanza al Plan de Corones. E’ un dato fatto, la follia ha preso il sopravvento sullo stile, a differenza dell’ultima volta. Per chi non c’era, mi spiace dovrà rosicare! Ma chi c’era ha ancora qualche costola indolenzita. Buona visione ed arrivederci all’anno prossimo
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Mario è al centro di una delle vicende più conosciute della storia italiana, uno dei primi omicidi delle brigate rosse. Si può parlare della propria vita e del dolore che l’ha sconvolta in tante maniere, le più diverse. Mario Calabresi affronta la sua vicenda comune a quella di altre vittime del terrorismo, nella maniera più lucida possibile. Non è arrabbiato con il destino, incattivito con gli altri, rancoroso nei confronti dei “nemici”, sofferente e astioso.. E’ un uomo che ha fatto pace con la propria storia, con il suo sentirsi diverso, diventando saggio ed estremamente sensibile al tempo stesso.
Il libro è a tratti malinconico e duro, a tratti lucido, affettuoso, commovente, creando uno spaccato attento e dolce del angoscia e del dolore che calano su una famiglia come tante altre.
Ce l’ho fatta, ieri sera sono riuscito a vedere questo fantastico film, ispirato al libro di Hornby, concluso poco tempo fa. La commedia è veramente carina ed assolutamente azzeccatissimo Hugh Grant nel ruolo di Will, sembra fatto apposta per lui da Hornby, ironico, sfacciato, superficiale, cinico, niente da dire! Ma Nicholas Hoult (Marcus) non è da meno, un vero fenomeno, i dialoghi con Hugh Grant sono veramente spassosissimi. Penso che il film abbia tenuto testa senza dubbio al libro, alcuni scambi di battute, alcune situazioni imabarazzanti vissute dai protagonisti, acquisiscono maggior forza e realismo nel film! Come sempre alcune parti del libro mancano, mentre altre sono totalmente inventate, ma un plauso va sicuramente agli sceneggiatori e registi, non era per nulla semplice. Inoltre la colonna sonora è veramente eccezionale, ma dall’ironia e originalità di Badly Drawn Boy non potevo aspettarmi di meno (vedi video di Something to Talk About, qui sotto). Non posso non citare altra stupenda canzone che fa parte della soundtrack, Minor Incident. Infine un piccolo appunto sulla bravissima e bellissima Rachel Weisz nei panni di Rachel, niente da dire.
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Eccomi qua, dopo i 10 giorni di Capodanno (meglio conosciuti come giorni di stile di ordinaria follia) sono tornato in montagna, questa volta all’amatissimo Plan De Cronones. La compagnia era quella che era, ma come sempre, ci si accontenta. Non ci sono dubbi, uno dei momenti clou dei tre giorni, è stata l’esibizione quasi sanremese dei nostri, in mezzo a non si sa quante centinaia di tedeschi increduli e accalamanti, mentre il dj urlava “Italianen play the guitar with snowboard“. Lo posso dire con fierezza, io c’ero.
Non potevano mancare le foto, presentate in modalità animata o statica. A breve, come sempre, il video!
Mentre lavoro ho la possibilità di ascoltare molta musica, diciamo che per la maggior parte del tempo ho le cuffie nelle orecchie (vedi immagine sopra). Ascolto e riascolto cose nuove e cose vecchie, le classifico per poi riempire il mio ipod da ascoltare in macchina.
Inizio con una canzone d’amore dolcissima, vincitrice anche di un oscar proprio qualche giorno fa, ed il video non è da meno. Appena esce il film nelle sale, correrò subito a vederlo, mi ha molto incuriosito.
Poi un ritornello che mi sta tamburellando la testa da tempo (insieme a tutto l’album) da quando ho visto la pubblicità del Macbook Air. Lei è bravissima e mi hanno detto che è stata ultimamente anche ospite a Sanremo
Ho rispolverato i miei album dei Counting Crows (quelli di Mr.Jones per intenderci!) ed è saltata fuori questa fantastica Rain King ed una carinissima Mrs. Potter’s Lullaby, ma per chi non li conoscesse per nulla l’album Films about Ghosts è molto consigliato.
Infine non potevo far mancare il grande Jack, con il suo ultimo singolo, sempre grande, come suo solito.
Buon ascolto!
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Lo prometto, niente più recensione di libri per un po’. Ma dopo aver letto questo non vedo l’ora di vedere il film!
Hornby fa quello che sa fare meglio, riesce a raccontare una storia dagli occhi di un adulto che ancora non è cresciuto, ed di un bambino forse cresciuto troppo in fretta. Due figure così diverse che scoprono di non poter fare a meno l’uno dell’altro. Il cinismo di Will contro l’ingenuità di Marcus, la superficialità dell’uno contro la profondità dell’altro. Seguire i ragionamenti da casanova di WIll è uno spasso, ma non è da meno seguire le descrizioni del mondo degli adulti di Marcus, è la sua complicatissima vita da adolescente. Ritrovarsi nei panni del ragazzino insicuro vittima dello “sfottimento” da parte dei ragazzi più grandi, è un esperienza comune a molti. Will e Marcus sono due angeli con un ala soltanto, che stando insieme riescono ad alzarsi in volo ed a cominciare finalmente a vivere.
Il libro “Nelle Terre Selvagge” di Jon Krakauer da cui è stato tratto il film. Ho una voglia incredibile di leggerlo, ancora ho resistito nel comprarlo (sabato ci sono andato vicinissimo alla mondadori), ma non durerò per molto!
La colonna sonora di Eddie Vedder si è rivelata un inaspettato successo: ha venduto 240.000 copie nei soli USA (che di questi tempi non è poco), e ha piazzato un singolo (Hard Sun) al tredicesimo posto della classifica singoli di Billboard. Senza contare poi il Golden Globe vinto da Vedder per Guaranteed , premiata come miglior canzone originale di una colonna sonora, di cui consiglio il bel video originale
Non da meno è il sito ufficiale, semplice ma pieno di contenuti e curiosità.
“Lascia che sia io a trovare un modo di essere
considerami un satellite sempre in orbita
conoscevo tutte le regole,
ma le regole non mi conoscevano
garantito…”
(Eddie Vedder – Guaranteed )
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Quali sono i 5 dischi che regalaresti alla persona che ti sta a cuore? Quali sono le 5 canzoni che le faresti ascoltare? Quali sono i 5 …
Diciamocelo Rob a 36 anni è un “cazzone”, non decide mai, non sceglie mai, non si prende una responsabilità che sia una, non cresce ed è sempre disposto a tornare indietro su suoi passi. Ma è troppo forte, troppo sincero con sè stesso, non si giustifica, sa di essere stato sempre “scelto” e di non aver mai fatto nulla per nasconderlo. L’unica cosa che sa scegliere, e scegliere bene, sono i suoi dischi, la sua musica. E’ il suo lavoro, scegliere dischi. E nonostante i suoi due colleghi, Barry e Dick, con cui porta avanti dialoghi gustosissimi, riesce a mandare avanti il suo negozio di dischi.
Bravo Hornby, come sempre, più tranquillo e meno sofferente di “non buttiamoci giù”, più superficiale Rob come personaggio, ma non meno introspettivo, non senza domande, non senza dubbi e vigliaccherie.
Assolutamente degni di nota sono le cose “non dette” e solo pensate da Rob, quelle volute ma non eseguite, quelle situazioni comuni a tutti, “avrei voluto ma non ho fatto..” “ma cosa sarebbe successo se fosse andata diversamente..” Consigliato a chi piace la musica, a chi piacciono le donne, e a chi non ha nessuna voglia, per ora, di scegliere.
E’ ricominciato, tanto atteso, tanto voluto, tanto controverso. Mi sono appena visto la seconda puntata della 4° serie, bella come sempre. Premetto che, dire che sono un fan di Lost è riduttivo, forse la figura del maniaco è più azzeccata, i miei colleghi dicono che sono quasi malato Forse è vero, dopo che ho raccontato di aver visto 7 puntate in un giorno pur di finire la prima serie.
Lost è Lost, non puoi lasciar perdere una frase, un particolare, un collegamento, un immagine, rischi di perderne tutta la bellezza, e l’estrema intelligenza con cui è costruito. Perchè si può dire tutto, ma non c’è dubbio che le persone che l’hanno ideato e sceneggiato, sono dei geni e quello che hanno fatto è un fenomeno televisivo assoluto.
Ci sono secondo me alcune regole per godersi Lost:
Lost va visto dall’inizio, dalla prima serie, senza perdersi nulla. Meglio se in lingua originale.
Lost va compreso, meditato, e magari anche rivisto.
Lost va discusso con gli amici, con i colleghi, sui blog appositi.
Lost va guardato senza fretta, senza aver la pretesa di capire, lasciando tanto spazio all’immaginazione
Che dire? Ormai reperire una serie televisiva ed eventuali sottotitoli è un gioco da bambini (grazie ITASA!), perché continuare a rispettare ed aspettare le assurdità dei palinsesti televisivi nostrani?
Non posso non citare i mie due due preferiti blog italiani sull’argomento: lostmania.com e mrekofiles
Fano è bella, non le si può dire niente. Il sabato poi diventa speciale e con il tiepido sole di questa mattina andare in giro tra le bancarelle è un’esperienza unica. Mi devo alzare presto anche altre volte, non posso perdermela ancora.
Il problema è che poi si compra, e stamattina ho comprato libri, 3 libri. Ho deciso, di Hornby voglio leggere tutto!
Ieri sera Cloverfield è stata una delusione, stavo per rischiare il linciaggio da parte dei miei amici, direttamente sulla poltrona
p.s. sulla ABC è iniziato Lost, adesso mi guardo il secondo episodio della 4° serie
Ieri è finito il carnevale, con una mangiata stratosferica in ufficio, a base di dolci grassi e fritti di ogni tipo. Sono stato due volte al carnevale di Fano e due volte sul tagadà. Poi ho fatto il vecchietto (in tutti i sensi, come età e come costume) alla festa della bocciofila, in compagnia di un losco figuro che interpretava la mia compagna. No comment sulla bruttezza della foto. Credo che i ragazzi si siano divertiti
E’ la frase che mi sono ripetuto uscendo dal cinema “Happiness only real when shared”quanto è vera… A volte c’è bisogno incredibile di condividere le proprie emozioni, i propri stati d’animo, perchè da soli… non è mai la stessa cosa.
Poi mi è venuto in mente il monologo di Accorsi in Radiofreccia: puoi scappare in capo al mondo, ma da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx.